Page 3 - Progetto Tre-Sei- Marzo 236- 2024/2025- Demo Rivista cartacea
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l’Editoriale
La “porosità”
di una scuola di qualità di Rosa SECCIA
elle Linee pedagogiche per il si- Proprio per riflettere su questa di- Elena Stradiotto la quale sottolinea
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Nstema integrato zerosei è stato mensione così pregnante della che «Il rapporto di reciprocità tra mu-
ribadito che lo scopo primario dell’e- scuola – e della scuola dell’infanzia sei e scuola è centrale per lo sviluppo
ducazione da zero a sei anni è «quello in particolare – abbiamo scelto di fo- di buone politiche culturali ed educa-
di promuovere la crescita dei bambini calizzarci, nel consueto spazio di ap- tive in qualsiasi contesto territoriale».
favorendo un equilibrato intreccio profondimento, su come tutto quello Morbioli, riprendendo il pensiero di
tra gli aspetti cognitivi, affettivi, rela- che è esterno all’ambiente scolastico Bruno Munari , delinea i presuppo-
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zionali, corporei, estetici, etici e spi- possa offrire preziose occasioni per sti per una didattica dell’arte situata
rituali, senza trascurarne alcuno». Le promuovere un dialogo euristico, in un ambiente museale e centrata
finalità educative declinate nel docu- rendendo il territorio nel suo com- sull’idea di «un apprendimento basato
mento possono essere perseguite solo plesso «un’aula a cielo aperto». Lo sulla partecipazione attiva del bam-
attraverso una progettualità e una in- sottolinea Lilly Carollo nelle sue ri- bino, sullo sviluppo della sua creati-
tenzionalità pedagogica fondate su flessioni su come valorizzare ciò vità, sull’imparare giocando». È fon-
scelte valoriali, strategie, metodologie che si trova fuori dal cancello della damentale, come ribadisce l’autrice,
e strumenti che tengano conto della scuola: tutte le risorse esistenti sul riuscire sempre, anche in un museo,
peculiarità delle esperienze educative territorio in cui insiste un contesto a mettersi nei panni di un bambino
e formative per bambine e bambini di scolastico, infatti, possono essere ri- assumendone il particolare sguardo.
questa preziosa fascia di età. In que- tenute aule decentrate, grazie alla Utilizzare in maniera intenzionale
sta prospettiva, si tratta di rendere la vastità e alla varietà del mondo na- gli «innumerevoli stimoli provenienti
scuola, come sottolinea Italo Fiorin turale e di quello urbano. Il ruolo dall’esterno» permette anche di sol-
nel suo contributo, un luogo ade- dell’insegnante è, dunque, determi- lecitare esperienze educative in cui i
guato a «un apprendistato cognitivo nante nella promozione di processi bambini possono «apprendere com-
e relazionale, che richiede particolare di apprendimento dinamici e situati, portamenti sicuri e sani stili di vita»: è
cura da parte di adulti competenti, poiché deve creare le migliori condi- un approccio particolarmente interes-
capaci di assicurare l’accompagna- zioni per favorire tali processi. sante proposto da Carolina Carbone,
mento necessario». È necessario, per- Tra i diversi luoghi “speciali” che si la quale osserva ad esempio che «una
tanto, che gli insegnanti si adoperino prestano per attivare esperienze di semplice passeggiata può già rappre-
per una scuola di qualità, in grado di «condivisione del patrimonio cul- sentare l’occasione per sperimentare
integrare sapientemente il “dentro” e turale» di una città, riveste una pe- cosa significa camminare in sicurezza
il “fuori” configurandosi come «una culiare valenza il museo, oggetto da lungo le strade della propria città».
scuola abilitativa e dialogante con diverse angolature dei contributi di
la realtà». Fabio Corsi, Cristina Prandi e Nico- 1. Responsabile del dipartimento educativo
Invero, la caratteristica principale letta Morbioli. «Arrivare a un museo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
di Torino.
di una scuola è la sua “porosità”, in è un “viaggio” che inizia dalla scuola 2. Bruno Munari è stato un artista, designer e
quanto, per sua natura, la scuola è un e, come tale, va preparato» sostiene scrittore che ha dedicato particolare atten-
zione al mondo infantile, creando laboratori
«luogo poroso, ricco di aperture, ca- Corsi, ricordando che museo signi- il cui tratto distintivo è il metodo che mirava
pace di generare curiosità, di invitare fica “luogo delle Muse”. a far sperimentare ai bambini, attraverso
alla scoperta». Cristina Prandi riporta le parole di il gioco, le tecniche alla base delle opere
d’arte.
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Progetto TRE-SEI Gulliver n. 237