Page 10 - Progetto Tre-Sei- Marzo 236- 2024/2025- Demo Rivista cartacea
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Territorio e musei come ambienti di apprendimento





          zione grafica nelle scuole dell’infan-  rare una scelta di senso e di signifi-  e, al loro interno, si deve scegliere
          zia è spesso stata considerata come   cato ed è una cosa non facile nel no-  una sola opera tra quelle esposte e
          uno dei tanti prerequisiti all’espres-  stro Paese, poiché vi è una ricchezza   su quella concentrare l’attenzione.
          sione, alla creazione di un linguag-  e una quantità tale di manufatti arti-
          gio, alla coordinazione grafo-motoria   stici, architettonici e ambientali da    IL MUSEO COME META DI UN
          prodromica alla scrittura, fino all’os-  rendere difficile una scelta mirata tra   VIAGGIO
          servazione clinica per comprendere   tante proposte. Uno stimato critico e   Arrivare a un museo è un “viaggio”
          i vissuti emotivi o le situazioni di di-  divulgatore come Philippe Daverio   che inizia dalla scuola e, come tale,
          sagio: tutte accezioni con valore stru-  forniva un interessante suggerimento:   va preparato. La parola museo de-
          mentale. Ma è tutto qui?           andare a vedere i musei, nei giorni di   riva dal greco e significa “luogo delle
                                             minore affluenza, sedendosi da soli   Muse”; si tratta di uno spazio dedi-
             OPERARE SCELTE PER              in una stanza vuota davanti a un’o-  cato a una particolare accezione ar-
          CONOSCERE L’ARTE                   pera d’arte. Bellissimo: ma è prati-  tistica che deve essere preliminar-
          Tra i primi a ridare dignità pedago-  cabile con una sezione di bambini   mente condivisa con i bambini. In tal
          gica all’arte ricordiamo Loris Mala-  di una scuola dell’infanzia? L’idea è   modo, ogni museo trasmette profon-
          guzzi. La sua idea è di promuoverla   buona, ma va contestualizzata. Da-  damente il suo peculiare significato
          attraverso la creazione spontanea,   verio concepiva i musei come le bi-  di “luogo dedicato”. L’approccio alla
          con la fondata convinzione che nei   blioteche. Non si va in biblioteca per   singola opera d’arte avviene in un se-
          bambini lo spirito osservativo e crea-  leggere o sfogliare tutti i libri, eppure,   condo momento, quando i bambini
          tivo si concretizzi nell’idea di “bello”   spesso, si approcciano i musei come   sono già immersi nel genius loci, nel
          e di “bellezza”: questo era lo spirito   se si dovessero vedere tutte le opere   significato profondo del luogo all’in-
          dei suoi atelier. Ma come stimolare   esposte, dalla prima all’ultima sala.   terno del quale troveranno la mas-
          questa creatività?                 Un’inutile e dispersiva “maratona”   sima espressione di una sola opera,
          Le Indicazioni nazionali non sono   di cui non rimane nulla, se non la   scelta dal personale educativo. E di
          così direttive in materia; si deve ope-  fatica. I musei vanno scelti con cura   quella possono iniziare ad apprez-
                                                                                 zarne il linguaggio, le forme, le pro-
                                                                           © Freepik.com  porzioni, lo stile, l’idea di bellezza
                                                                                 che, un passo alla volta, possono
                                                                                 fare propri.
                                                                                 Entrare in un museo equivale a cre-
                                                                                 are un vocabolario di significati, ap-
                                                                                 prendendone il linguaggio passo per
                                                                                 passo, parola per parola. Ogni museo
                                                                                 è luogo di modelli e archetipi, ciò si
                                                                                 concretizza e manifesta quando si
                                                                                 è usciti, acquisendo “occhi nuovi”
                                                                                 per osservare il mondo e il territorio
                                                                                 in cui si vive, con le sue caratteristi-
                                                                                 che naturali, architettoniche, antro-
                                                                                 pologiche e il linguaggio con cui tali
                                                                                 caratteristiche sono espresse. Per l’u-
                                                                                 manista romantico il viaggio nell’arte
                                                                                 era l’epilogo della sua formazione,
                                                                                 per i bambini può essere l’inizio di
                                                                                 una cittadinanza e di un umanesimo
                                                                                 consapevoli, grazie a cui apprezzare
                                                                                 e salvaguardare l’ambiente in cui vi-
                                                                                 vranno da grandi.


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